Ore 8.45: Ritrovo al Monumento ai Carabinieri Caduti della Uno Bianca in Via Tommaso Casini, zona Pilastro Bologna.
TAPPA 2: Casa di Quartiere Pilastro per merenda – chiacchierata sugli spazi sociali presenti in Quartiere.
TAPPA 3: da definire. Racconti sul Quartiere e sul Pilastro.
TAPPA 4: Parco Pier Paolo Pasolini – Ristoro. Giro del parco, racconto naturalistico da parte dei soci del Comitato per un Nuovo Pilastro e Visita alle sculture di Nicola Zamboni.
TAPPA 5: Parco dell’Arboreto – Giro naturalistico del parco.
Ore 11.30: Arrivo alla Casa di Q.re Ca’ Solare con intervento sul pranzo consapevole e l’importanza di una sana alimentazione col dott. Enrico Saudelli (ADM – Associazione Medici Diabetologi).
Venerdì 27 marzo, a partire dalle ore 18.00 alla Casa delle Associazioni al Baraccano, via Santo Stefano 119/2 Bologna
AICS Bologna organizza una serata di beneficenza per sostenere le comunità siciliane colpite dal maltempo che ha interessato l’isola lo scorso gennaio, causando danni e difficoltà in diversi territori.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di trasformare un momento di incontro e convivialità in un gesto concreto di solidarietà. Il ricavato della serata verrà destinato alle attività di sostegno per le realtà locali che stanno affrontando le conseguenze degli eventi meteorologici delle scorse settimane.
Sarà un’occasione per stare insieme, condividere un momento di comunità e contribuire concretamente a dare una mano a chi sta vivendo una situazione complessa.
Partecipare significa fare la differenza, anche con un piccolo gesto.
AICS Comitato Provinciale di Bologna APS è orgogliosa di annunciare l’avvio di “Think4Equity Labs”, l’iniziativa biennale dedicata alla promozione della parità di genere e al contrasto di ogni forma di discriminazione e violenza.
Sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna nell’ambito del bando per le pari opportunità (DGR 1143/2024), il progetto si propone di agire concretamente sul territorio attraverso un approccio multidisciplinare che tocca tre pilastri fondamentali della nostra vita associativa: Cultura, Sport e Sociale.
IN PARTENZA il “LABORATORIO IO MI SENTO SICURA” di autodifesa a Pianoro. Da mercoledì 18 marzo 2026 ore 18.00-19.30 presso ASD Daruma Dojo, via della Cooperazione 2/5/6
In un contesto nazionale che vede ancora ampi divari di genere nel mercato del lavoro e nella società, Think4Equity Labs si inserisce nel settore della prevenzione primaria. L’obiettivo è chiaro: promuovere un cambiamento culturale profondo, partendo dalle giovani generazioni per arrivare all’intera cittadinanza, abbattendo stereotipi e pregiudizi.
Le macro-aree di intervento
Cultura: Torna la rassegna “Che Genere di cittadinanza” con talk e workshop interattivi, quest’anno a Pianoro. Inoltre, lavoreremo alla creazione di linee di azione condivise per i circoli culturali, affinché diventino sempre più dei “safe place” inclusivi. Ci saranno anche attività dedicate ai più piccoli nelle Biblioteche comunali e nelle Scuole, con letture animate e laboratori educativi e ricreativi.
Sport: Crediamo nello sport come veicolo di empowerment. Realizzeremo laboratori di difesa personale “Io mi sento sicura” a Bologna, Monghidoro e Pianoro. Promuoveremo inoltre il torneo di Padel “Parete di genere” e forniremo formazione specifica alle associazioni sportive sui temi del safeguarding, della violenza sui minori e delle antidiscriminazioni.
Sociale: Il progetto prevede percorsi di formazione per donne in cerca di occupazione o in fase di cambiamento lavorativo attraverso il corso “Autonomie e Opportunità: riparto da me”, sempre organizzato a Pianoro.
Una rete territoriale solida
Il successo di “Think4Equity Labs” è garantito da una rete di partner d’eccellenza, tra cui il Comune di Bologna (Settore Biblioteche e Welfare Culturale), i comuni di Pianoro e Monghidoro, l’Istituto Comprensivo n. 7, e numerose associazioni del territorio come Centro Studi Nami APS, Gondolin e diverse realtà sportive del territorio.
Segui tutti gli aggiornamenti sui nostri canali social (facebook e Instagram) e sul sito web per il calendario dettagliato di tutti gli eventi e i laboratori!
Ma soprattutto grazie a tutte le bambine, i bambini, le famiglie, le operatrici e gli operatori, le volontarie e i volontari che in questi anni hanno riempito e continuano a riempire questo spazio di energia e comunità.
Durante la giornata abbiamo proiettato un video con le testimonianze di chi ha vissuto e vive questo spazio, un racconto collettivo fatto di ricordi, emozioni e relazioni.
Sabato 28 febbraio 2026 dalle 9.30, in via Gorki 10
Saluti istituzionali Assessore Daniele Ara e Q.re Navile
Esibizione del Zum Zum Coro dell’associazione Arcanto Merenda al bar di Massimo Lettura animata con Nati per leggere della Biblioteca di Corticella Luigi Fabbri Tanti giochi e truccabimbi per tutta la mattina!
Torna il progetto di AICS Bologna, con il contributo della Regione Emilia Romagna, che porta nelle scuole e nella città discipline inclusive, contrastando il gender gap nello sporte la sedentarietà
Uno degli obiettivi del progetto “Bologna Sport Lovers” (finanziato con il contributo dell’Avviso per la concessione di contributi per la realizzazione di progetti biennali finalizzati al miglioramento del benessere fisico, psichico e sociale della persona attraverso l’attività motoria e sportiva. Biennio 2025-2026) è incentivare un’offerta diversificata delle attività sportive e promuovere lo sport come strumento di integrazione socialee aggregazione partendo dai banchi di scuola.
[AMBITO SCUOLA]
AICS Bologna, in partenariato con l’AUSL, il Quartiere San Donato San Vitale, le associazioni sportive Gran Volley e Atlas, ha progettato una serie di attività per integrare il mondo sportivo a quello scolastico, coinvolgendo la scuole che si trovano in zone periferiche della città. Vengono quindi svolte attività motorie multisport per contrastare la sedentarietà, con particolare attenzione agli sport legati a stereotipi di genere.
[AMBITO CITTADINANZA] Tutte le attività verranno anche proposte a persone fragili, a rischio discriminazione e marginalizzazione sociale ed economica.
Evento di presentazione progetto in cui verranno illustrati i risultati della precedente edizione e le attività in essere, con focus su gap di genere nello sport e doping.
Corsisitica e attività gratuite:
– ginnastica per over 65 con pillole di sana e corretta alimentazione
– ginnastica posturale/pilates rivolto ai/alle dipendenti delle strutture AUSL di Beroaldo, Mengoli e Pilastro.
Collaborazione con le COOP del Q.re San Donato San Vitale
BANCHETTI INFORMATIVI SU SANI E CORRETTI STILI DI VITA
Sabato 7 marzo 2026 presso Coop – parco Meraville Sabato 14 marzo 2026 presso Coop – viale Repubblica Sabato 28 marzo 2026 presso Coop via San Donato
Durante questi incontri, il team AICS sarà a disposizione per offrire consulenze e distribuire materiale informativo su temi cruciali per il benessere quotidiano. I focus principali saranno: – attività fisica: consigli pratici su come integrare il movimento nella routine quotidiana, con suggerimenti per tutte le età; – alimentazione equilibrata: indicazioni su una dieta corretta e sostenibile, per prevenire malattie e migliorare la qualità della vita, con il gioco del “piatto sano”; – prevenzione e salute: sensibilizzazione sull’importanza dei controlli periodici e delle buone abitudini per mantenersi in forma.
I banchetti saranno un’occasione per incontrare i cittadini, rispondere alle loro domande e fornire un supporto concreto per adottare scelte salutari. L’iniziativa mira a creare un legame diretto con la comunità, portando l’informazione sulla salute e il benessere direttamente nei luoghi di vita e di spesa dei bolognesi.
Focus speciale Sport, Salute e Benessere al femminile
“Corpi in Movimento” Appuntamenti multidisciplinari per ascoltare il corpo, nutrire l’energia e muoversi in libertà: movimento (yoga, danza), educazione alimentare, ciclo, menopausa, autostima. Target: donne 25–65 anni. Servizio baby-sitting durante gli incontri.
Creazione e distribuzione Kit informativo “Donna in Forma”: uno strumento pensato per le donne di tutte le età che desiderano prendersi cura di sé in modo completo e consapevole. Creato con l’obiettivo di offrire un supporto pratico per il benessere quotidiano, il kit sarà distribuito gratuitamente in diversi punti di interesse a Bologna e nelle Case di Quartiere. Al suo interno, troverai una serie di materiali informativi e pratici, suddivisi in tre aree tematiche fondamentali per il benessere femminile:
Movimento: consigli e semplici esercizi da fare a casa o all’aperto, senza bisogno di attrezzature specifiche. L’obiettivo è incoraggiare l’attività fisica regolare, anche con pochi minuti al giorno, per mantenere corpo e mente in salute. Sarà presente un Qrcode che rimanda a brevi video dimostrativi per facilitare l’esecuzione degli esercizi.
Alimentazione: consigli di alimentazione per età e stile di vita, con suggerimenti su una dieta equilibrata e bilanciata e con un focus sui nutrienti essenziali per la salute della donna in ogni fase della vita.
Salute: informazioni utili sulla prevenzione e sui controlli medici da non dimenticare, con un’attenzione particolare alle tematiche più rilevanti per la salute femminile.
Iniziative collaterali: Judo Sicuro
Imola: nascita di un presidio di salute, accoglienza e aggregazione per persone svantaggiate soprattutto over 65. Questa azione progettuale è pilota e promossa da una associazione molto radicata nel territorio imolese e con un team di professionisti con pluriennale esperienza.
“Judo Sicuro” è pensato per soggetti in età matura, o soggetti con disabilità, con l’obiettivo di socializzare, migliorare le funzionalità motorie ed imparare a cadere senza farsi male. Il Judo, fondato sui principi di efficienza e mutuo benessere, diventa uno strumento per migliorare postura, equilibrio, forza muscolare e mobilità, introducendo movimenti, tecniche di caduta ed esercizi di tonificazione che portano benefici psicofisici aumentando la consapevolezza e la capacità di orientamento nello spazio, riducendo i rischi legati ad incidenti e cadute. Questa azione viene sperimentata in una città di dimensioni più ridotte rispetto al capoluogo di provincia e vuole proprio essere pilota per poi essere replicata in altri contesti sempre di piccoli comuni (soprattutto montani) che hanno una altissima incidenza di abitanti over 65, spesso molto isolati e con poche possibilità di praticare attività motoria guidata e specifica per la fascia di età.
Tutte le attività sono gratuite e sono progettate aderendo a “Datti una mossa!”, la campagna dell’Azienda USL di Bologna che promuove i corretti stili di vita (attività fisica, alimentazione sana, niente fumo, poco alcol), e alla Carta etica dello sport della Regione Emilia-Romagna, un codice di comportamento per tutti coloro che partecipano alla promozione e alla diffusione dell’educazione fisica, dell’attività motoria e dello sport sul territorio emiliano-romagnolo.
Per non perdervi nessun dettaglio sulle attività, seguiteci sui nostri canali social (Facebook: AICS Bologna, Instagram: @aics_bologna) e sul sito www.aicsbologna.it
Progetto video e sound art a cura di Video Sound Art, in collaborazione con Denise Tamborrino e Patrizia Cirino.
Un’opera immersiva che esplora realismo magico, allegoria sociale e politica, ambientata tra il Parlamento di Dhaka e lo Srihatta Art Centre. Pavoni bianchi, musiche barocche e tradizioni bengalesi creano un dialogo tra immaginazione e realtà.
L’evento, promosso dai Musei Nazionali di Bologna – Direzione Regionale Musei Nazionali Emilia-Romagna è realizzato in collaborazione con AICS Bologna ed evidenzia l’impegno dell’Istituto nella realizzazione e promozione di progetti di arte contemporanea.
Al centro del progetto When winds in Monsoon play, the White Peacock will sweep away, una produzione dell’artista realizzata nel 2025 in collaborazione con Md. Tasnimul Izaz Bhuiyan, Pulak K. Sarkar, Rafi Nur Hamid, Sondip Roy, Sumaiya Sultana, con il contributo speciale di Mahmudul Hasan Dipu e con il supporto della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, nell’ambito del programma Italian Council (13ª edizione, 2024).
When winds in Monsoon play, the White Peacock will sweep away è ambientata in due luoghi iconici: il Parlamento di Dhaka, sede del potere legislativo progettato da Louis Kahn negli anni 70’ e concluso nel 1982-83, dopo la sua scomparsa e lo Srihatta Art Centre di Sylhet (Bangladesh), creato dalla Samdani Art Foundation. La “fabula”, dispositivo narrativo allegorico per raccontare le trasformazioni socio-politiche, cadenzato dalle sei stagioni bengalesi è incentrata su un pavone bianco, incapace di volare, innamorato della propria lacrima.
Attraverso molteplici livelli di interpretazione, l’opera affronta temi esistenziali, ecologici e politici, come la rivolta popolare studentesca pro-democrazia contro la corruzione e l’autoritarismo della “Rivoluzione di luglio 2024” in cui più di mille persone hanno perso la vita- dando forma a un realismo magico che apre a spazi immaginativi non convenzionali.
Nella narrazione, scandita dal Khonar Bachan, antichi proverbi della tradizione orale bengalese, l’architettura brutalista di Louis Kahn assume una presenza fisica e metaforica. Gli elementi visivi sono stati realizzati in collaborazione con giovani artisti locali, mentre la colonna sonora, rielaborata dal Maestro Francesco Aliberti e interpretata dal controtenore Pasquale Auricchio, unisce barocco e tradizioni musicali bengalesi in una partitura ibrida.
La tradizione del realismo magico a cui sembra attingere Zeneli, non introduce gli accadimenti straordinari come rottura ma come continuità, il prodigio è parte della vita quotidiana. Il pavone che si innamora della propria lacrima appartiene a un ordine del reale in cui le leggi fisiche e quelle poetiche convivono. Di fronte alla fragilità delle istituzioni, alla precarietà delle forme di governo, ai nostri fallimenti, Zeneli spera di condurci laddove la forza immaginativa sopravvive a ogni rovina.
Anche quest’anno la ex chiesa di San Barbaziano, attraverso l’opera di Driant Zeneli, offre uno spazio di interpretazione sulle istanze del contemporaneo, trasformando le dinamiche sociali in narrazioni visive riflessive.
Driant Zeneli (1983, Scutari, Albania), è un artista visivo che vive e lavora tra Torino e Tirana.
> Presso Centro Il Pallone, via del Pallone 8 a Bologna <
> Presso la Casa di Q.re Lunetta Gamberini, via degli Orti 60 Bologna <
Il progetto mira a facilitare la nascita di rapporti di fiducia, conoscenza e scambio tra le famiglie che abitano nello stesso territorio, in un ottica di “comunità educante”.
Nasce nel 2024 grazie alla sinergia tra il Servizio Sociale Territoriale del Dipartimento Welfare e promozione del benessere di comunità del Q.re Santo Stefano, l’Ufficio Reti e lavoro di comunità del Q.re Santo Stefano, il Servizio educativo scolastico territoriale, in stretta sinergia con scuole, servizi educativi e servizi 0-6 e Centro per le Famiglie.
Le attività sono realizzate insieme alle Associazioni: Amici dei Popoli, AICS Bologna e Universo.
Luoghi: Centro Polifunzionale Il Pallone, sito in via del Pallone, 8 || Casa di Q.re Lunetta Gamberini, via degli Orti 60 Destinatari: famiglie con figli minori del territorio indicato, con particolare attenzione al coinvolgimento delle Famiglie inserite nel programma PIPPI e famiglie vulnerabili in carico al SST del Quartiere.
Se abiti nel quartiere Santo Stefano (zona Irnerio e zona Lunetta Gamberini) puoi collaborare a creare una rete virtuosa di comunità accogliente e supportiva.
Cosa puoi trovare al Centro Il Pallone?
FASCIA 0-3 ANNI Area allattamento: poltrona allattamento, scalda biberon e fasciatoio Giochi e motricità: palestrina, giochi e tappetoni morbidi pensati per stimolare il movimento e la curiosità dei più piccoli e delle più piccole
FASCIA 3-6 ANNI Area creativa: tavolini, giochi, tappetoni e materiale per laboratori creativi Attività ludiche: proposte pensate per favorire il gioco di gruppo, l’apprendimento e la cooperazione.
FASCIA 6-11 ANNI Area creativa: tavolini per attività creative e giochi di gruppo, arricchiti da materiale per sviluppare la manualità e la collaborazione tra pari. Laboratori tematici: momenti di apprendimento, giochi educativi e attività che stimolano la crescita e la socializzazione.
LABORATORI GRATUITI PER FAMIGLIE AL CENTRO IL PALLONE Ogni lunedì dalle 17.00
Lunedì 9 febbraio 2026 – Mani nel colore Lunedì 16 febbraio 2026 – Carnevale insieme! Lunedì 23 febbraio 2026 – Ricordi a colori
LABORATORI GRATUITI PER FAMIGLIE ALLA LUNETTA GAMBERINI Ogni giovedì dalle 16.45
Giovedì 5 febbraio 2026 – Mani nell’argilla Giovedì 12 febbraio – Mani nel colore Giovedì 19 febbraio 2026 – Maschere magiche Giovedì 26 febbraio 2026 – Ricordi a colori
ISCRIZIONI TRAMITE QRCODE NELLE LOCANDINE QUI SOTTO ↓
A seguito della strage di Crans-Montana, il Ministero dell’Interno ha diramato una circolare con la quale ha richiamato le norme e gli indirizzi applicativi in materia di prevenzione incendi a cui sono soggetti i bar ed i ristoranti. Quali norme sono tenuti a rispettare i circoli?
La circolare diramata dal Ministero dell’Interno – Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile – intende fornire ai Comandi dei Vigili del Fuoco un corretto inquadramento delle normative prevenzioni incendi a cui sono soggetti bar, ristoranti e locali dove si svolgono attività di intrattenimento e pubblico spettacolo. Detta circolare nulla specifica in merito all’attività svolta dai circoli. Per questo motivo bisognerà verificare con attenzione la fattispecie in cui ricade l’attività in concreto esercitata.
La normativa prevenzione incendi. In tema di prevenzione incendi la normativa è molto frastagliata e, principalmente, di carattere tecnico. Tra tutte, il D.P.R. n. 151 del 2011, stabilisce quali attività siano soggette a controlli da parte dei Vigili del Fuoco e l’iter burocratico per ottenere la certificazione antincendio. La certificazione deve essere rinnovata con cadenza quinquennale con richiesta a cura del titolare dell’attività. Nello specifico, poi, i locali destinati a spettacoli e trattenimenti pubblici possono rientrare nell’ambito applicativo dei seguenti regolamenti normativi:
il D.M. 19 agosto 1996, recante le regole tecniche per prevenzione incendi per i pubblici spettacoli;
il D.M. 22 novembre 2022, recante la “Regola Tecnica Verticale V.15 del Codice di Prevenzione Incendi”.
Bar e ristoranti. La circolare emanata dal Ministero dell’Interno specifica a quali normative siano soggette bar, ristoranti e locali di pubblico spettacolo. In particolare, la circolare amministrativa ha specificato, ribadendo un precedente orientamento, che i bar e ristoranti non sono soggetti agli adempimenti previsti dalla normativa prevenzione incendi per espressa esclusione del D.P.R. n. 151/2011 e, come tali, non soggette ai controlli dei Vigili del fuoco sulla conformità antincendio. Non avendo specifiche regole tecniche per la prevenzione antincendi, l’individuazione delle opportune misure per la prevenzione incendi e per l’esercizio dell’attività in condizioni di sicurezza è demandata al titolare dell’attività che dovrà apportare le misure migliori per evitare l’insorgenza di incendi e limitarne le conseguenze qualora si verifichino. Inoltre, tali attività sono tenute al rispetto della normativa prevenzione incendi e, quindi, al rilascio della relativa certificazione, qualora siano inseriti in attività con specifiche regole tecniche di prevenzione anti-incendi, oppure quanto abbiano impianti di produzione calore di potenzialità superiore a 116 kW. Qualora i bar e i ristoranti esercitino attività di intrattenimento accessorie a quelle di somministrazione, purché l’intrattenimenti resti un’attività residuale ed accessoria rispetto alla somministrazione (si parla di piccoli trattenimenti musicali), il bar o il ristorante non sarà obbligato al rispetto della normativa antincendio specifica per i pubblici spettacoli (il D.M. 19.8.1996) purché utilizzi:
– strumenti musicali senza possibilità di ballare; – strumenti quali karaoke o simili
a condizione che non siano installate in sale appositamente allestite con capienza inferiore a 100 persone. Diversamente, bar e ristoranti saranno tenuti ad ottenere l’apposita certificazione antincendi dai Vigili del Fuoco e rispettare le prescrizioni antincendi per i locali per pubblico spettacolo.
I locali per pubblico spettacolo Innanzitutto, occorre premettere che una valutazione sull’agibilità dei locali adibiti a pubblico spettacolo, compresi i circoli, dovrebbe essere svolta, a norma dell’art. 80 del Testo Unico di Pubblica Sicurezza, dal Questore all’atto del rilascio della licenza. In particolare, tale verifica riguarda la solidità e la sicurezza dell’edificio e l’esistenza di uscite pienamente adatte a sgombrarlo prontamente nel caso di incendio. Qualora detti locali abbiano una capienza superiore alle 100 persone, ovvero una superficie lorda superiore ai 200 mq, saranno poi soggetti alla normativa prevenzione incendi e tenuti, quindi, ad ottenere il rilascio della certificazione antincendio (D.P.R. n. 151/2011). Diversamente, saranno esclusi dai controlli volti ad ottenere la certificazione antincendio, ma saranno tenuti al rispetto di specifiche regole tecniche di prevenzione incendi (D.M. 19 agosto 1996, recante regole tecniche di prevenzione incendi per i locali di pubblico spettacolo; D.M. 22 novembre 2022, recante “La Regola Tecnica Verticale V.15 del Codice di Prevenzione Incendi”).
La valutazione dei rischi per i lavoratori – DVR
La circolare del Ministero dell’Interno, molto opportunamente, specifica, inoltre, il rapporto tra l’adozione del documento di valutazione rischi di cui al D.lgs. n. 81/2008 e gli adempimenti in materia di gestione della sicurezza antincendio. È bene tenere distinte le due attività, in quanto, mentre il DVR è il documento che riguarda l’individuazione dei rischi connessi alle mansioni svolte da un lavoratore all’intero di un’attività. Tale documento è obbligatorio quando un ente (società, associazione, o altro) impieghino almeno un lavoratore, inclusi dipendenti, soci lavoratori, apprendisti o tirocinanti. La normativa antincendi, invece, non viene redatta in funzione della presenza o meno di dipendenti; bensì, in relazione al numero di persone presenti nell’attività (indipendentemente se esse siano fruitori, lavoratori o soci). Il D.M. 2 settembre 2021, stabilisce che il titolare dell’attività è tenuto ad adottare idonee misure di sicurezza nella gestione antincendi nei seguenti casi: – luoghi aperti al pubblico caratterizzati dalla presenza contemporanea di oltre 50 persone indipendentemente dal numero di lavoratori; – luoghi a cui si applica il D.P.R. n. 151/2011.
Il titolare dell’attività potrà procedere alla nomina di addetti alle emergenze attraverso un atto formale di designazione. Questo documento ufficiale assegna ai soggetti individuati le responsabilità e i poteri necessari per svolgere efficacemente le funzioni assegnate a tali figure quali:
assicurare le corrette condizioni di esercizio e di gestione dell’emergenza;
garantire la salvaguardia degli occupanti;
compiere azioni preventive volte a contrastare comportamenti a rischio (quali, ad esempio, l’accensione di fiamme libere da parte degli avventori).
Pertanto, il DVR tutela i lavoratori dell’attività, mentre la gestione della sicurezza antincendio è strutturata per garantire la sicurezza di tutti gli occupanti.
Conclusioni
Il quadro normativo sopra descritto è altamente complesso e non specificamente delineato per realtà spesso miste, come appunti i circoli culturali o le associazioni. È bene pertanto verificare la conformità alla normativa antincendio basandosi su un’analisi complessa e globale che prenda a riferimento sia i locali dove vengono svolte le attività, sia il tipo di attività svolta.
>>>>>>> Iscrizioni al viaQUI: in palio un premio in denaro, un video racconto, lo spazio sui media AiCS e l’invito all’assemblea nazionale
Torna il Premio Eccellenze AiCS, giunto alla sua seconda edizione: dal 15 dicembre 2025 sono aperte le candidature per segnalare le migliori esperienze associative che si sono distinte sul territorio per impatto, creatività e valore sociale.
Possono parteciparvi: comitati AiCS e tutte le associazioni affiliate, ai quali è chiesto di presentare la propria “eccellenza”: iniziative sociali, culturali e sportive che hanno determinato un impatto positivo sulla comunità.
Le categorie del premio sono tre: Stili di vita salutari Inclusione e coesione Cultura per tutte e tutti
Al vincitore di ogni categoria: un premio in denaro, l’ospitata sui canali media AiCS, un video racconto e la partecipazione alla cerimonia di premiazione in uno degli eventi nazionali AiCS
Da settembre 2025 a maggio 2026, l’Azienda AUSL di Bologna promuove una ricca proposta gratuita di attività motorie e di promozione della salute dedicate a tutta la cittadinanza nell’area metropolitana di Bologna.
Partner di progetto: AICS Bologna, EDEN ASD APS, AUSER, UISP, Officina delle Trasformazioni.
Le azioni di AICS Bologna: – Laboratori scolastici ed extrascolastici (6-11 anni) sull’alimentazione corretta e sulla costruzione del “piatto sano” – Percorsi di contrasto al fumo per ragazzi e ragazze 13-16 anni – Incontri di divulgazione per la cittadinanza su sana alimentazione, prevenzione diabete, malattie legate all’obesità…
Attività per over 65 per la promozione del movimento, del benessere e della socializzazione
Il progetto è realizzato da AICS Bologna insieme a CSI e UISP, sotto la regia del Dipartimento Welfare e Benessere di Comunità del Comune di Bologna – U.I. Salute e Città Sane.
Tutte le attività (presenti in tutti i QUARTIERI a Bologna) sono GRATUITE per i/le partecipanti.
IMPORTANTE! E’ obbligatorio portare il certificato medico non agonistico per svolgere l’attività motoria
Per rimanere sempre aggiornato/a vai sul sito www.comune.bologna.it e digita “Vivi in salute” sul campo di ricerca.
Attività per over 65 per promuovere il movimento, l’esercizio fisico/ginnastica dolce, passeggiate di gruppo e attività per allenare la memoria e per socializzare.
QUARTIERE SAN DONATO SAN VITALE
Martedì 10.00-12.00 Casa di Q.re Scipione dal Ferro, via Sante Vincenzi 50
Mercoledì 9.00-11.00 Casa di Q.re Italicus, via Sacco 16
Giovedì 9.30-11.30 Casa di Q.re Pilastro, via del Pilastro 5
Il progetto vede come capofila ACLI Bologna, in collaborazione con AICS Bologna, Il Ventaglio di Orav APS, Circolo Acli – Bologna Centro “Centesimus Annus” APS, Golem’s Lab, Career e Nuovo Borgo Mascarella.
DOVE? Al centro polifunzionale Il Pallone, via del Pallone 8 Bologna.
COSA SI FA? • Attività intergenerazionali • Laboratori creativi, di socializzazione e ricreativi • Cinema di comunità • Radio di comunità • Orti di comunità • Orientamento ai servizi di welfare, fiscali e previdenziali presenti sul territorio • Sportello informatico e di orientamento ai servizi territoriali digitalizzati, e punto di ascolto dedicato alla cittadinanza in generale e anche specificatamente per caregivers • Eventi di comunità
Vieni a scoprire tutte le attività! Trovi qui sotto il volantino di settembre ⬇
SPORTELLO INFORMATICO Risolviamo i tuoi problemi Ogni mercoledì dalle 16.00 alle 18.00
Il servizio è gratuito Per info: 391-4785926
PAROLA CHIAVE La parola chiave è “comunità”, nel rispondere ai bisogni attuali e per l’avvio di una rigenerazione tangibile, tra formativa e capacitante. Le azioni proposte sono strutturate in maniera continuativa e interconnessa e per il raggiungimento di risultati sostenibili nel tempo: non si tratta di attività funzionali a se stesse, bensì pongono al centro i beneficiari, quali ricettori, portatori e disseminatori di consapevolezze, beni e valori, e per un impatto a lungo termine.
Aperitivo con sferruzzo
Lunedì 9 marzo dalle 19.00 alle 20.00 Lunedì 23 marzo dalle 19.00 alle 20.00 Centro Il Pallone
Hai un’idea per un laboratorio o un corso? Consulta i calendari delle nostre sale, guarda cosa c’è già e proponi qualcosa di nuovo per valorizzare al massimo i nostri spazi condivisi.
Casa di Quartiere Scipione dal Ferro || Quartiere San Donato – San Vitale
Situata nel cuore della Cirenaica, in via Sante Vincenzi 50, la Casa di Quartiere è uno spazio con forte vocazione sociale, interculturale e intergenerazionale. Le attività si rivolgono a tutta la cittadinanza: anziani, famiglie, giovani del Quartiere. Oltre allo spazio del bar, dispone di due sale: la sala Radici e la sala Amerigo.
Per informazioni sulle condizioni di utilizzo delle sale scrivi una maila: scipione@aicsbologna.it
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Casa delle Associazioni al Baraccano – Quartiere Santo Stefano
La Casa delle Associazioni al Baraccano è un luogo dedicato a iniziative culturali, sociali ed educative e ad attività motorie rivolte alla comunità con un approccio inclusivo e innovativo. È frequentata principalmente da giovani e adulti, ma non mancano le attività rivolte a famiglie e anziani. Gli spazi sono suddivisi nell’area bar e in due sale con disimpegno: la sala Futura e la sala Nanì.
Per informazioni sulle condizioni di utilizzo delle sale scrivi una mail a: baraccano@aicsbologna.it
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Palestra ATC – Quartiere Navile
Punto di riferimento per l’attività sportiva in Bolognina, la palestra è situata in via di Saliceto 1. Rimangono alcune fasce orarie disponibili nella Palestra Grande e nella Palestra Piccola.
Impianto sportivo Achille Baratti (ex Sferisterio) e Palestra scolastica Liceo Copernico
Le assegnazioni in questi spazi vengono fatte annualmente dal Comune di Bologna tramite bando. Il bando per la stagione 2025-2026 si è concluso a giugno 2025 e gli spazi attualmente sono pieni dal lunedì al venerdì in entrambe le palestre. In ogni caso, per richieste specifiche di informazioni o manifestazioni giornaliere, potete scrivere a francesca.brecciaroli@aicsbologna.it.
Cricca Collective organizza una serata di solidarietà e raccolta fondi a sostegno del popolo palestinese in uno spazio gestito da AICS, la Casa di Q.re Scipione dal Ferro. Un momento di incontro, ascolto e resistenza collettiva, dove arte e attivismo si intrecciano per trasformare la rabbia in presenza, la distanza in partecipazione.
Casa di Quartiere Scipione del Ferro, Bologna Venerdì 29 novembre 2025
Tutto il ricavato sarà devoluto all’associazione Amici della Mezzaluna Rossa Palestinese, impegnata da anni in progetti umanitari in Palestina.
Durante la serata si alterneranno performance, letture e musica, insieme a realtà come Emergency, Amnesty International e Assopace Palestina.
A rendere speciale la serata sono gli artisti che hanno scelto di esserci e di prestare la loro voce: oltre a @louis_maurizio, si uniranno anche Enrico Peci, MilleAlice e i Patagarri.
E’ un’occasione per ascoltare, incontrarsi e tenere accesa l’attenzione su una “tregua” che di tregua ha ben poco. Tutto il ricavato andrà agli Amici della Mezzaluna Rossa Palestinese, e la serata ospiterà interventi e banchetti delle realtà come Amnesty, Emergency e altre associazioni presenti.
Torna anche quest’anno “Parete di genere“, l’incontro misto di padel che vuole rompere i muri divisori che ostacolano la parità di genere. L’iniziativa, lanciata dalla Commissione Nazionale Parità AiCS, si svolgerà in simultanea in tutti i Comitati aderenti sabato 22 novembre 2025, in occasione della vicinanza alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
A Bologna, l’evento è promosso da AICS per sensibilizzare le giovani generazioni sul tema della violenza di genere attraverso sport, relazione e consapevolezza.
Protagoniste dell’evento sono due classi, la 3D e la 3E della scuola Jacopo della Quercia di Scandellara, che si sfidano “contro la violenza di genere”: una competizione simbolica in cui il gioco diventa strumento di dialogo, responsabilizzazione e costruzione di una cultura del rispetto.
L’appuntamento rappresenta la tappa finale di un percorso laboratoriale iniziato nelle settimane precedenti, durante il quale gli studenti hanno avuto modo di confrontarsi sui temi dell’equità, degli stereotipi e delle dinamiche relazionali, accompagnati da educatori ed esperti. Parallelamente, hanno partecipato a lezioni pratiche di padel con un istruttore qualificato, imparando a collaborare, sostenersi e mettersi alla prova anche fuori dall’aula.
Il progetto “Parete di Genere” conferma ancora una volta come lo sport possa essere uno spazio privilegiato per promuovere consapevolezza e prevenzione: una palestra di valori, oltre che di abilità fisiche.
AICS Bologna invita la cittadinanza a partecipare, per sostenere attivamente un messaggio chiaro e condiviso: la violenza si contrasta insieme, con cultura, educazione e gioco di squadra.
Sasha Damiani è medica anestesista, si occupa di salute femminile, medicina di genere e comunicazione sanitaria, integrando ricerca, divulgazione e progettazione formativa.
È responsabile scientifica di Peer e docente di percorsi di formazione sulla comunicazione in ambito perinatale (tra cui proposte con Giunti Psicologia.io, Erickson e MeFirst), rivolti a professionisti che vogliono offrire un’assistenza rispettosa ed empatica a madri e genitori.
Qual è stata la genesi del progetto Mamme a nudo? C’è stato un momento preciso in cui ha sentito il bisogno esporsi e raccontare la maternità reale, anche nella sua fatica?
Il progetto Mamme a nudo è nato dalla mia esperienza personale di maternità, all’interno di un percorso professionale già legato da anni all’assistenza al parto, come anestesista. Mi occupavo anche di violenza ostetrica e di comunicazione sanitaria, in particolare della relazione medico-paziente e della comunicazione tra professionisti. Erano temi che conoscevo bene, ma viverli in prima persona, come paziente, mi ha reso evidente quanto ancora ci sia da fare per migliorare la qualità della relazione di cura e garantire un’assistenza al parto realmente rispettosa. Da qui è nato il desiderio di parlarne di più, di farlo “da dentro”, unendo la mia esperienza personale a quella professionale.
È un modo per mettere in luce le problematiche del sistema sanitario nazionale: dalla scarsa formazione sul tema della relazione di cura, al sessismo che pervade gli ospedali. Tutto questo lo sapevo già, ma con Mamme a nudo ho cercato di raccontare come, oltre a essere un problema in sé, diventi ancora più evidente nell’assistenza alla maternità.
Se la prima domanda riguarda la genesi del progetto, con la seconda vorremmo approfondire l’aspetto culturale legato alla rappresentazione della maternità. Nel suo lavoro mette in luce la vulnerabilità della maternità proponendo una contronarrazione rispetto al mito del sacrificio e della maternità perfetta ed emerge una verità spesso taciuta: la maternità come esperienza ambivalente, dove convivono cura e rabbia, desiderio e perdita.
Pensa che la società sia pronta ad accogliere questa complessità o il mito della madre perfetta è ancora troppo radicato? E quali sono, secondo lei, i punti critici su cui è importante vigilare per emanciparsi da un ideale fittizio e culturalmente costruito?
Nella narrazione tradizionale, la maternità viene ancora spesso raccontata attraverso i filtri del sacrificio e dell’abnegazione. L’idea che il “genitore primario” sia la madre è ancora largamente diffusa, anche nei paesi scandinavi che pure sono considerati all’avanguardia. In Italia, questo stereotipo è ancora molto forte: si sostiene che la centralità materna nei primi anni sia giustificata da motivi biologici; il corpo della donna partorisce, allatta. Ma, in realtà, questa centralità va ben oltre i pochi mesi in cui è coinvolto il corpo biologico.
Lo dimostra il fatto che gli stessi stereotipi gravano anche sulle madri adottive: ciò che viene richiesto loro non dipende davvero dal corpo, ma da una costruzione culturale patriarcale che associa la donna al ruolo domestico e al “godimento della prole”. È un concetto non solo opprimente, ma anche anacronistico. Oggi le donne si trovano spesso costrette a un doppio lavoro: quello tradizionale e non retribuito di cura, più quello retribuito fuori casa. Gli uomini, pur avendo in molti casi un ruolo più attivo come padri, vengono ancora considerati una sorta di figura accessoria.
Basti pensare alla classica espressione “fa il mammo”. Il padre che si prende cura dei figli viene visto come un aiuto, non come un genitore alla pari. Questo ha ricadute enormi su tutta la società: si riflette nelle politiche del welfare, che parlano quasi esclusivamente di “congedo di maternità”; si ripresenta nel mondo del lavoro, dove le donne vengono considerate meno affidabili solo perché, prima o poi, potrebbero avere figli.
Il bambino stesso cresce in questa realtà: nasce da un progetto comune di una coppia, ma poi riceve assistenza principalmente da un solo genitore. Non è solo un’ingiustizia verso la madre, ma anche verso il bambino e verso il padre, che spesso è disposto a essere coinvolto, ma non trova spazi e riconoscimento. Lo si è visto chiaramente durante la pandemia, quando in molti ospedali i padri non potevano entrare nemmeno per assistere al parto o partecipare a un’ecografia. È come se venissero trattati da visitatori occasionali, quando non da intrusi.
Tutto questo si riflette anche nella formazione e nella pratica clinica. Ancora oggi la salute materna è affrontata in termini riduttivi: si presta poca attenzione al recupero emotivo, alla salute mentale delle madri, alla ripresa sessuale e fisica dopo il parto. Si continua a ridurre la gravidanza a un fatto puramente biologico, ignorando la dimensione personale e sociale.
Un altro tema rilevante è quello della salute mentale perinatale. C’è un doppio standard culturale molto radicato: la maternità viene raccontata come un’esperienza che deve necessariamente essere vissuta con gioia, motivazione e istinto naturale. Si dà quasi per scontato che la madre sia da subito in sintonia con il bambino, e qualsiasi difficoltà emotiva diventa un tabù. Al contrario, per i padri si accettano con più naturalezza i momenti di smarrimento, di fatica o persino di distanza emotiva, come se avessero diritto a un tempo di adattamento.
Ma la relazione con figli non è diversa da altre relazioni: può esserci un colpo di fulmine, ma può anche non verificarsi; ci si può arrabbiare, sentire sopraffatti o persino pensare “chi me l’ha fatto fare?” Tutto questo è normale e sano, ma per le madri è spesso uno spazio negato: devono essere sempre all’altezza di un ideale impossibile.
Questo accade anche per via dei modelli assistenziali. I professionisti sanitari che lavorano nel percorso nascita non sono immuni dagli stereotipi culturali, anzi, tendono a riperpetrarli. La pandemia ha accentuato un problema già presente: padri esclusi dal parto, dalle visite, dai corsi pre-parto. Anche ora, fuori dal contesto emergenziale, spesso nei corsi viene concessa la presenza del padre solo in un paio di incontri. Ci sono persino episodi in cui i padri vengono respinti dal pediatra se si presentano senza la madre. Sono segnali chiari di un’idea ancora dominante: la madre come figura primaria, il padre come “ospite”.
Eppure anche gli uomini finiscono per subire una forma di discriminazione: vengono considerati meno affidabili al lavoro se chiedono di prendersi cura dei figli o di usufruire di un congedo parentale. È come se la società non potesse accettare pienamente un padre che si occupa della propria prole.
Tutto ciò si riflette nelle politiche pubbliche, che faticano a concepire il ruolo genitoriale come condiviso. Le donne sono ancora gravate dal “doppio carico” e questo ha conseguenze economiche, sociali e psicologiche. Non si tratta solo di un problema individuale, ma sistemico.
Per quanto riguarda la salute materna, la formazione del personale sanitario dovrebbe essere il primo passo da affrontare. Già dall’università sarebbe necessario un percorso che decostruisca gli stereotipi di genere e che insegni una medicina centrata sulla persona, non su un prototipo universale. In ambito sanitario, non basta conoscere l’anatomia o la farmacologia: serve sapere comunicare, ascoltare e rispettare.
A questo proposito, nel suo progetto emergono anche temi legati all’esperienza medica della maternità, dal parto al post partum, fino al rooming-in e alla gestione del recupero fisico ed emotivo delle madri. Quali sono, secondo lei, le criticità ancora presenti nel sistema sanitario in relazione alla salute materna e alla medicina di genere? E quali passi ritiene fondamentali per costruire una sanità più empatica, informata e rispettosa dei tempi e dei bisogni reali delle donne?
Riguardo alla medicina di genere, la situazione italiana è complessa. La formazione di base in medicina ignora ancora del tutto la dimensione di genere. Si studia la “medicina universale”, che in realtà è la medicina degli uomini. Se ne parla soltanto alla fine del percorso, o addirittura dopo, nei master o nei corsi di aggiornamento. Ma è tardi: la medicina di genere dovrebbe essere insegnata fin dall’inizio; essere parte integrante del modo di pensare e di fare medicina.
Le differenze biologiche, ormonali, psicologiche e sociali tra uomini e donne impattano profondamente sulla diagnosi e sul trattamento di molte malattie. Ignorarle significa dare risposte cliniche incomplete e talvolta dannose. Esistono diverse fasi della vita femminile, come la perimenopausa e la menopausa, che sono completamente trascurate. Questo avviene sia per un problema di genere, perché la salute delle donne interessa poco, sia per un problema di età: le persone sopra i 45-50 anni sono viste come meno rilevanti, e se sono donne lo sono ancora meno.
Alcuni cambiamenti si stanno muovendo. Esistono corsi post-laurea e master che si occupano di genitorialità in modo più inclusivo, considerando anche i padri, genitori non biologici o famiglie non binarie. Tuttavia, si tratta ancora di iniziative sporadiche: dovrebbero essere parte integrante e trasversale della formazione sanitaria, in particolare quella medica.
Un altro passo necessario riguarda la destrutturazione del sessismo interno al sistema sanitario. Anche se il 70% del personale sanitario è costituito da donne, i ruoli apicali sono ancora occupati in prevalenza da uomini. Tutto questo produce una cultura lavorativa in cui una donna incinta può essere vista come un peso, una risorsa che “complica” l’organizzazione. Il risultato è che la stessa operatrice sanitaria, quando diventa madre, subisce quegli stessi stereotipi e può involontariamente perpetuarli.
Infine le chiedo: che tipo di reazioni ha ricevuto dalle donne coinvolte nel progetto, ma anche dal personale medico o dal pubblico più ampio? Ci sono state risposte che l’hanno sorpresa o che le hanno fatto comprendere quanto ancora resti da fare sul piano culturale e istituzionale rispetto alla salute femminile e alla medicina di genere?
Per quanto riguarda le reazioni al mio lavoro con Mamme a nudo, devo dire che alcuni temi suscitano sempre forti risposte emotive. Di conseguenza, è difficile trattare certi argomenti in maniera neutrale, soprattutto sui social. C’è quasi sempre il bisogno di schierarsi, di giudicare le scelte altrui, di etichettare tutto come “assolutamente giusto” o “assolutamente sbagliato”. Questo accade per esempio sulle questioni dell’allattamento, della medicalizzazione del parto o della violenza ostetrica.
Io cerco di riportare questi temi su un piano più umano e meno ideologico: non tutte le scelte sono universali e nessuna esperienza è valida per tutte. Ma quello che mi ha colpito è stato vedere quanto anche molt* professionist* sanitari* abbiano sentito il bisogno di parlare di sessismo ospedaliero, di discriminazioni interne e di mancanza di formazione sulla relazione di cura. Quando ho lanciato dei questionari anonimi, tantissime persone hanno raccontato episodi di sessismo e discriminazione. Questo mi fa pensare che esista una volontà vera di cambiamento all’interno del settore, anche se è ancora molto difficile da realizzare.
Purtroppo la narrazione della maternità risente ancora di molti tabù. Se ne parla quasi sempre in chiave positiva, come un’esperienza piena e naturale. Ma chi diventa madre scopre presto che la normalità è fatta anche di difficoltà, di fatica emotiva, di aspetti che non coincidono con quella narrazione idealizzata. È importante smontare quell’immaginario che impedisce alle donne di dire che qualcosa non va, di chiedere aiuto, di ammettere che non tutto è come se lo aspettavano.
Lo stesso vale per l’allattamento: è visto come un gesto naturale e gratificante, ma tante donne fanno i conti con difficoltà tecniche, fisiche, o semplicemente scoprono che non fa per loro. E non esiste uno spazio in cui poter dire liberamente: “per me è difficile”, “non mi piace”, o “non lo voglio”. Sono tutte esperienze comuni, ma che non vengono raccontate. In questo modo le donne pensano di essere un’eccezione, si sentono inadeguate e soffrono in silenzio.
Credo che raccontare queste realtà sia fondamentale: per normalizzare il vissuto delle madri e per costruire una maternità più libera, autentica e più condivisa.
Sasha Damiani intervistata da Laura Bergamaschi, SCU AICS Bologna
Grande festa di riapertura! Sabato 11 ottobre dalle 9.30 alle 12.30
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PROPOSTE SET VICOLO BALOCCHI PER LE SCUOLE DELL’INFANZIA E SCUOLE PRIMARIE a.s. 2025/2026
AICS Bologna gestisce il SET Vicolo Balocchi dal 2016, con l’intento di diffondere la cultura del gioco costruendo un contesto che facilita la relazione sia tra adulti e bambini che tra pari. Il progetto si fonda sulla cultura del gioco come linguaggio primario dello sviluppo infantile, privilegiando l’uso del gioco destrutturato. Attraverso la manipolazione e la sperimentazione di materiali naturali e oggetti appartenenti alla vita quotidiana dell’adulto, il bambino si interroga, costruisce conoscenze e abilità, confronta i risultati, dialoga con gli altri e dà forma a percorsi di apprendimento complessi e duraturi, che favoriscono al tempo stesso la crescita individuale e relazionale. L’uso di Looseparts è relativo a un approccio educativo che ha origini già nel secolo scorso, soprattutto con gli studi di Montessori e Steiner. L’approccio montessoriano prevedeva che l’ambiente per i bambini fosse preparato dal personale educativo e il bambino potesse liberamente muoversi all’interno di quanto predisposto. Steiner sosteneva che il gioco destrutturato incoraggi le naturali abilità e potenzialità dei bambini. Se è assolutamente vero che il materiale destrutturato non ha di per sé regole o età indicate è, comunque, importante proporre ciascun materiale in modo coerente all’età di riferimento. Lo stesso materiale, infatti, può essere usato da bambini di età diverse in modo differente.
Tutti i laboratori sono quindi ugualmente proponibili per tutte le fasce di età, in quanto sarà lo staff educativo a determinare poi le specifiche attività da realizzare in base all’età dell’utenza (ad eccezione di quelle espressamente indicate per la fascia 6-11 anni e 0-3 anni).
I laboratori sono gratuiti.
LE PROPOSTE DEL SET PER LE SCUOLE:
1) “Un sacco di sorprese”: Durata: 1 incontro da 1 ora e mezza, da svolgere obbligatoriamente presso il SET.
L’attività si articola in due momenti: si comincia con la lettura di un racconto a tema, incentrato su una “festa a sorpresa”, per poi proseguire con un laboratorio creativo. In questa fase, i bambin* riceveranno, a momenti scaglionati, materiali vari, destrutturati e stimolanti dal punto di vista sensoriale. L’obiettivo è lasciare loro la massima libertà nell’utilizzo dei materiali, pur mantenendo come filo conduttore il tema della lettura. Non sono previste istruzioni né regole rigide: ciascun* bambin* è incoraggiat* a sperimentare, a dare spazio alla propria fantasia e a realizzare un’opera unica e originale. L’attività si svolge in piccoli gruppi, così da favorire la collaborazione e la costruzione condivisa di un obiettivo comune.
2) “FuoriClasse”: Durata: 1 incontro da un’ora e mezza, da svolgere presso il giardino scolastico o presso un parco vicino al SET da concordare con l’insegnante.
Attività outdoor per educare al contatto diretto con la natura: laboratori con raccolta e utilizzo di materiale naturale, orienteering, cacce al tesoro e giochi di movimento. L’obiettivo è di sviluppare un rapporto in sintonia con la natura e, al contempo, di promuovere il rispetto della stessa, adottando una visione secondo cui l’ambiente naturale non rappresenta un limite, ma un territorio di scoperta e movimento che offre infinite possibilità.
3) “MANIpoliAMO con i Sensi”: Durata: 2 incontri da 1 ora e mezza da svolgere in classe o presso il SET.
Prevede laboratori di manipolazione e motricità fine per accompagnare i piccol* e i grand* alla scoperta delle loro potenzialità manuali, dando priorità al divertimento. Le attività possono interessare materiali come: sabbia cinetica (consigliata per i più piccol*), la creazione dello slime, l’argilla e pittura. Quest’ultima include dipinti con carta trasparente, utilizzo dell’alluminio, colla vinilica, creazione di bolle colorate, pittura in rilievo, e così via. Attraverso le attività tattili, si ha la possibilità di esplorare il mondo circostante e imparare a riconoscere le proprietà fisiche dei diversi materiali, affinando le abilità motorie importanti per un equilibrato sviluppo psicomotorio.
4) “Ricicreazioni”: Durata: 1 incontro da 1 ora e mezza, da svolgere in classe o presso il SET.
Creazioni realizzate attraverso il riciclo creativo. L’obiettivo è educare a riciclare oggetti di uso quotidiano, aiutando l’ambiente e stimolando il pensiero laterale, attraverso una reinterpretazione di oggetti tradizionalmente destinati ad un uso specifico e diverso da quello realizzato in sede di laboratorio. Le attività potranno riguardare la creazione di nuovi fogli, utilizzare i fondi di bottiglia o rotoli di carta igienica per realizzare animali, riciclare la carta per piantare un seme, e tanto altro.
5) “Oggetti che raccontano”: Durata: 1 incontro da 1 ora e mezza, da svolgere in classe, o presso il SET (consigliato).
L’attività propone un percorso di narrazione e gioco simbolico a partire da oggetti destrutturati. In piccoli gruppi, i bambini e le bambine scelgono liberamente alcuni materiali tra quelli messi a disposizione (scatole, cucchiai di legno, mollette, stoffe, corde, tappi, rotoli di cartone, ecc.). L’idea è trasformare questi oggetti comuni in elementi narrativi: possono diventare personaggi, ambienti, mezzi di trasporto o creature fantastiche. Ogni gruppo inventa una breve storia utilizzando gli oggetti scelti e decide se raccontarla a voce o metterla in scena con una piccola rappresentazione. Le storie vengono poi condivise con il resto della classe, favorendo l’ascolto reciproco e la valorizzazione della creatività di ciascun bambino/a.
PROPOSTA LABORATORI GRATUITI PROGETTO “THINK4EQUITY LABS” Parità di genere – All’interno del Bando Pari opportunità della Regione Emilia Romagna.
AICS Bologna si pone come attore nella rete di prevenzione della violenza di genere, in un’ottica di promozione di attività volte al cambiamento culturale, di informazione e sensibilizzazione. Riconosce un ruolo centrale al sistema formativo, fin dalle scuole primarie e dell’infanzia, per la promozione e realizzazione del cambiamento culturale necessario a riconoscere pari opportunità e contrastare la violenza.
Disuguaglianza in ambito scolastico Come emerge dalle rilevazioni invalsi (2021-2022) le studentesse ottengono risultati migliori in Italiano e Inglese, mentre i maschi in Matematica. Le differenze di genere partono già all’inizio della Scuola primaria. Questo gender gap precoce deve portare tutti gli attori della scuola a riflettere circa la sua origine e sulla necessità di inserire misure adeguate per prevenire l’insorgenza di discriminazioni. A tal proposito, da una ricerca di Bian, Leslie e Ciampan che coinvolge bambini/e 5-7 anni, emerge che quello che crediamo essere una differenza tra maschi e femmine in merito alle abilità cognitive, è in realtà uno stereotipo. Nella ricerca, a bambini/e viene raccontata una storia avente come protagonista una persona “brillante” e viene chiesto loro di disegnarla. A 5 anni i bambini maschi lo disegnano come maschile e le bambine come femminile. A sei anni si nota un cambiamento e le bambine iniziano a disegnarlo al maschile perdendo sicurezza nelle loro abilità. AICS Bologna lavora nelle scuole primarie, dell’infanzia e contesti socio-educativi, per creare un ambiente favorevole allo sviluppo delle potenzialità e dei talenti di ciascuno “con la consapevolezza che mentre si agisce per dare forza alle bambine si sta lavorando anche per i bambini”, come afferma la pedagogista Piussi.
I laboratori proposti sono: PER LA SCUOLA DELL’INFANZIA, letture animate con laboratorio creativo partendo da una bibliografia mirata, realizzata in sinergia con la Biblioteca Luigi Fabbri di Corticella. 2 letture animate con laboratorio da 1 ora e mezza l’una da svolgersi sia presso il SET che presso la scuola. PER LA SCUOLA PRIMARIA, 2 incontri da 1 ora e mezza l’uno, da svolgersi presso il SET o presso la scuola, sulle differenze e sulla parità e un percorso di orientamento per avvicinare soprattutto le bambine alle materie STEM con letture, riflessioni guidate e attività creative.
LABORATORI RISERVATI ALLA SCUOLA PRIMARIA: “Note in Disegno”, 2 incontri da 1 ora e mezza ciascuno per giocare assieme alla musica. L’attività consiste nel proporre diversi tipi di musica e fornire a ciascun* bambin* dei fogli e pennarelli, matite, tempere. A ciascun* di loro sarà chiesto di rappresentare, utilizzando lo strumento che ritiene più adeguato, l’immagine che quel tipo di musica gli evoca, nel momento in cui l’ascolta, giocando tra forme e colori. Vengono riprodotte circa 5/6 canzoni e alla fine i bambini si confrontano sulle proprie rappresentazioni. “Role Play Games, Fantastic Adventures”, 2 incontri da 2 ore per viaggiare con la fantasia, sviluppare la creatività e l’empatia e socializzare attraverso i giochi di ruolo (con l’ass. Gondolin).
LABORATORIO RISERVATO AI NIDI (1/3 anni): “Orchestra Sensoriale”: 2 appuntamenti da un’ora e mezza l’uno L’attività unisce il gioco musicale libero a momenti di ascolto e coordinazione di gruppo. Nella prima parte, i bambini ricevono strumenti musicali semplici (tamburelli, maracas, legnetti, triangoli, campanellini, sonagli, ecc.) e hanno la possibilità di sperimentarli liberamente: scoprono i diversi suoni, il ritmo, l’intensità e la durata dei colpi. Successivamente, l’insegnante introduce delle semplici consegne collettive che trasformano il gioco in un’esperienza condivisa: “Suoniamo tutti insieme”, “Stop!”, “Ricominciamo”, “Suoniamo piano/forte”, “Suoniamo lentamente/velocemente”. Queste indicazioni aiutano i bambini a sviluppare attenzione, capacità di ascolto e coordinazione di gruppo, senza rinunciare alla spontaneità e alla libertà espressiva.
Sabato 4 ottobre 2025 ore 16.00 Impianto Baratti, Bologna
Fasi regionali Campionati italiani Under 15 maschili e femminili 2025
INGRESSO GRATUITO
Questo IV Memorial dedicato a Serafino D’Onofrio vuole ricordare ai giovani l’importanza dell’impegno ventennale avuto dal Presidente A.I.C.S. nell’ambito del pugilato bolognese. Insieme a Sergio Rosa, nel 1999 fece risorgere il Santo Stefano del pugilato a Bologna, che non veniva organizzato da 16 anni. Nel 2000, contribuì al riconoscimento del pugilato femminile da parte delle istituzioni. In una conferenza stampa dedicata a questo evento Katia Belillo, allora Ministra delle Pari Opportunità, venne sensibilizzata sul fatto che le donne non potevano praticare pugilato agonistico in Italia. Belillo interessò il Ministro della Sanità Umberto Veronesi, che, studiata la situazione, l’anno seguente, firmò un decreto che permise alle donne di salire sul ring. Nel 2015 Serafino, unitamente a Moreno Barbi, ideò il San Petronio del pugilato, divenuto dopo la sua prematura scomparsa “Memorial Serafino D’Onofrio”.
Oggi questo IV Memorial ospita le Fasi Regionali del Campionato Italiano Under 15 maschile e femminile e fa parte di un progetto pilota, proposto dalla ASD Regis alla Regione Emilia-Romagna, dove il pugilato viene insegnato in una scuola media inferiore per sensibilizzare i ragazzi alla sua pratica per il contrasto del bullismo e del cyberbullismo e in un’Associazione di pazienti Alzheimer come lavoro fisico di sostegno alle terapie convenzionali.
Abbiamo chiesto il parere di un intellettuale, il prof. Maurizio Magli, sul significato sociologico del pugilato. La sua opinione è la seguente: “è necessario trasformare il pugilato da sport di nicchia a sport diffuso. Perché e come? Il perché trova la risposta nella sintesi sul Novecento e sul primo quarto del XXI secolo. Ci limitiamo solamente ad alcuni elementi fondamentali: Darwin: L’Origine della specie (1859); Groddeck: Il Libro dell’ES (1923); Hubble: Universo in espansione- Big Bang (1929). Darwin dimostra che l’uomo discende dalla scimmia; Groddeck afferma che l’Es, acquisito nella trilogia freudiana Super ego -Ego -Es, è il residuo animale che è in ognuno di noi; Hubble scopre che l’universo è in espansione; si afferma la Teoria del Big Bang. Il tempo trascorso dall’inizio dell’espansione dell’universo è calcolato in 13 miliardi e 700 milioni di anni. La Galassia più lontana osservata in seguito dal telescopio Hubble è a 13 miliardi di anni luce! I tre punti, fra gli altri possibili, sono stati introiettati dall’inconscio collettivo. La condizione umana si è incrinata: “l’uomo da riflesso di Dio si rese conto di essere un povero, maledetto animale, preda del cieco caso” (blind accident). Il Novecento è considerato l’età dell’ansia. Così il percorso moderno, nonostante gli stupefacenti i progressi scientifici, conduce all’impotente perplessità dell’uomo. Nel 1940 Virginia Woolf scrive The Leaning Tower, un saggio con la metafora della torre della nascita borghese che non è più dritta: appena ci si accorge che la torre pende, si diventa acutamente consci di trovarsi su una torre. Per estensione questa torre oggi è l’Europa occidentale. La crisi di identità ontologica è passata dai genitori ai figli: e siamo all’oggi!
Al di là della geopolitica, come affrontare il problema educativo? Occorre valutare a questo punto l’importanza del pugilato per la formazione dei giovani. Questi giovani non appartengono più alle classi sociali meno abbienti che si avvicinavano alla boxe per sfuggire alla miseria. Oggi i giovani devono sfuggire alla miseria esistenziale e la “noble art” si può riconfermare tale.
Il come trova risposta in alcune essenziali motivazioni tecniche. La boxe è uno sport veloce dove il contrasto può risolversi con rapida efficacia. Alla fine degli anni 60 conobbi Al Silvani che allenava Benvenuti e gli chiesi se negli Stati Uniti nella boxe era previsto l’uso dei pesi per l’allenamento. Mi rispose di no e che gli esercizi erano quelli a corpo libero. L’esito di tali esercizi era quello di un corpo agile, forte e veloce ovvero potente. Infine, il pugilato è uno sport di difesa, perché chi lo pratica ai vari livelli possiede nella vita quotidiana quella sicurezza che gli permette di affrontare eventuali rischi. L’esercizio della boxe è un deterrente in quanto comunica al prepotente di turno il rischio che corre. Basta mettersi in guardia e l’altro capisce. Così chi pratica la boxe supera la paura dello scontro fisico. Per una guardia normale il gancio sinistro è un’arma formidabile, vedi Nino Benvenuti e il suo stile di boxe: diretto sinistro replicato a stantuffo- gancio sinistro- diretto destro, e con il passo indietro, il montante destro. (vedi il k.o. inflitto a Mazzinghi nel primo incontro dei super welter il 18 giugno 1965).
In conclusione, la boxe permette a tutti di formarsi fisicamente in modo esemplare. Permette inoltre di assumere maggiore sicurezza e non a caso si sta diffondendo anche nel mondo femminile. Il pugilato potrebbe essere proposto come formazione fisica basilare anche nelle scuole“.
Sabato 27 settembre dalle 9.30 alle 16.30 in piazza Lucio Dalla a Bologna, con oltre 150 realtà aderenti. In programma spettacoli, incontri e performance teatrali. In contemporanea si terrà anche l’assemblea regionale del Terzo Settore.
Tutto esaurito per il primo festival del Terzo Settore in Emilia-Romagna. Saranno, infatti, oltre 150 le associazioni presenti in piazza Lucio Dalla, a Bologna, sabato 27 settembre: un’intera giornata dedicata al mondo del volontariato e del sociale, tra spettacoli, incontri, performance teatrali e occasioni di confronto.
L’appuntamento, dal titolo “Partecipare per cambiare!”, è promosso dalla Regione insieme ad Anci Emilia-Romagna, alla Confederazione regionale dei Centri di servizio per il Volontariato dell’Emilia-Romagna e dal Forum regionale del Terzo Settore.
Alle 9.30 l’apertura degli stand, con le attività che proseguiranno fino alle 16. In contemporanea, l’attigua casa di quartiere Katia Bertasi ospiterà anchel’assemblea del Terzo Settore in Emilia-Romagna, alla presenza della portavoce del Forum nazionale Vanessa Pallucchi e di Chiara Tommasini, presidente della rete nazionale CSVnet.
Per tutta la giornata opereranno due radio: ‘Eduradio&TV’, a cura di Insight Aps, e Psicoradio, a cura di Arte e salute Aps. Con loro, anche VDossier, storico progetto comunicativo del Terzo Settore nazionale, che dialogherà con i presenti.
Previsti anche spazi per i più piccoli e un angolo ristoro. Il festival di sabato 27 sarà solo il primo appuntamento: dal prossimo anno, infatti, la manifestazione diventerà itinerante e anno dopo anno si sposterà nelle varie province emiliano-romagnole.
“Il Terzo Settore in Emilia-Romagna rappresenta una parte viva e dinamica della società- spiega l’assessora al Welfare, Isabella Conti-: un patrimonio di esperienze, competenze, relazioni e impegno civico che accompagna le persone nelle diverse fasi della vita, sostenendo i più fragili, promuovendo la cittadinanza attiva, sperimentando soluzioni innovative ai bisogni sociali ed educativi. In un tempo attraversato da grandi cambiamenti demografici, economici e culturali- prosegue Conti-, il volontariato, l’associazionismo e l’impresa sociale sono punti di riferimento insostituibili per la tenuta del tessuto sociale e per la costruzione di una società più giusta, inclusiva e sostenibile”.
Un’intera giornata dedicata alla salute, all’attività fisica e al divertimento
Un evento dell’Azienda USL di Bologna nell’ambito della campagna Datti una Mossa, dedicata alla promozione dei corretti stili di vita: attività fisica, alimentazione sana, niente fumo, poco alcol.
Quest’anno l’evento si tiene il 27 settembre 2025 al Parco della Resistenza di San Lazzaro di Savena, dalle 9.00 alle 18.00.
La giornata prevede attività sportive aperte a tutti, camminate per tutte le età, screening gratuiti, stand espositivi delle associazioni, incontri informativi su promozione della salute, corretti stili di vita e prevenzione.
All’evento parteciperanno più di 60 realtà tra associazioni, enti e istituzioni con attività, dimostrazioni pratiche e laboratori dedicati al benessere.
AICS Bologna partecipa con lo stand informativo e una dimostrazione di danze di espressione africana (dalle 10.30 alle 11.30)
Domenica 28 settembre dalle 10 alle 18 ai Giardini Margherita.
L’intera giornata è dedicata alla promozione di un’idea di sport accessibile a tutte e tutti, abbattendo ogni barriera di età, genere e abilità fisica. L’evento offre l’opportunità di provare circa 60 diverse discipline sportive, con la partecipazione di Sport e Salute, CONI, CIP, Enti di Promozione Sportiva (tra cui AICS Bologna) e 90 Associazioni sportive locali. Sarà una vera e propria festa dove l’attenzione si sposterà dalla competizione al divertimento e alla scoperta!
AICS Bologna aderisce alla mobilitazione generale del 22 settembre contro il genocidio a Gaza, per la Palestina libera, per difendere la Flotillia, contro l’economia di guerra.
Come ente del Terzo Settore impegnato quotidianamente nel sociale, nella promozione della cultura e dello sport come strumenti di inclusione e coesione, riteniamo fondamentale prendere posizione di fronte a ciò che accade a livello internazionale. Non possiamo rimanere indifferenti quando i diritti umani, la pace e la dignità delle persone vengono calpestati: crediamo che proprio da realtà come la nostra debba nascere un segnale forte di responsabilità civile.
Le ragioni della nostra adesione:
Solidarietà con la popolazione palestinese: siamo convinti che i diritti umani siano universali e indivisibili. Non si può restare neutrali di fronte a violazioni che colpiscono civili, donne, bambini, un’intera popolazione.
Contro la complicità attiva o passiva dei governi occidentali: occorre denunciare la retorica, le omissioni e le azioni che facilitano o legittimano il protrarsi della violenza, dalle forniture di armi, al silenzio diplomatico.
Promuovere un impegno civico e responsabile: AICS Bologna ritiene che questo sia il momento di mobilitarsi, non solo per testimoniare, ma per costruire, attraverso l’azione collettiva, spazi di democrazia, confronto, partecipazione.
Per queste ragioni, i nostri uffici rimarranno chiusi nella giornata di lunedì 22 settembre 2025. Invitiamo tutti i soci, le socie e i circoli affiliati a unirsi alla manifestazione: noi ci ritroveremo davanti al circolo Interno18, in via Clavature 18/E, alle 10. Vogliamo dare un segnale forte che parte dal basso, che vuole rompere il silenzio, che chiede il cambiamento.
Al netto della facoltà di sciopero dei nostri collaboratori e delle nostre collaboratrici e della loro partecipazione alla manifestazione, cercheremo di garantire che i nostri spazi – la Casa delle Associazioni al Baraccano, la Casa di Quartiere Scipione dal Ferro, Il Centro Polifunzionale Il Pallone e gli impianti sportivi –, luoghi che da sempre rappresentano inclusione e occasione di riscatto sociale, restino aperti: il ricavato degli incassi della giornata sarà totalmente devoluto alla Mezzaluna Rossa, come gesto concreto di solidarietà verso le popolazioni colpite dalla guerra. In particolare, a partire dalle 17, vi aspettiamo alla Casa di Quartiere Scipione dal Ferro per un aperitivo sociale in collaborazione con le realtà e le persone che vivono questo spazio già impegnato nella sensibilizzazione.
AICS Bologna chiama alla mobilitazione e alla responsabilità di ciascuno. Perché restare fermi non è un’opzione quando sono in gioco la vita, la dignità e il futuro non solo di un popolo, ma di tutte/i noi.
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