Art City Bologna 2026, Driant Zeneli – FALLING – alla ex Chiesa di San Barbaziano
5 – 8 febbraio 2026
Ingresso gratuito | Orari: giovedì-venerdì-domenica 17:00-21:00, sabato 17:00-22:00
Progetto video e sound art a cura di Video Sound Art, in collaborazione con Denise Tamborrino e Patrizia Cirino.
Un’opera immersiva che esplora realismo magico, allegoria sociale e politica, ambientata tra il Parlamento di Dhaka e lo Srihatta Art Centre. Pavoni bianchi, musiche barocche e tradizioni bengalesi creano un dialogo tra immaginazione e realtà.
L’evento, promosso dai Musei Nazionali di Bologna – Direzione Regionale Musei Nazionali Emilia-Romagna è realizzato in collaborazione con AICS Bologna ed evidenzia l’impegno dell’Istituto nella realizzazione e promozione di progetti di arte contemporanea.
Al centro del progetto When winds in Monsoon play, the White Peacock will sweep away, una produzione dell’artista realizzata nel 2025 in collaborazione con Md. Tasnimul Izaz Bhuiyan, Pulak K. Sarkar, Rafi Nur Hamid, Sondip Roy, Sumaiya Sultana, con il contributo speciale di Mahmudul Hasan Dipu e con il supporto della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, nell’ambito del programma Italian Council (13ª edizione, 2024).
When winds in Monsoon play, the White Peacock will sweep away è ambientata in due luoghi iconici: il Parlamento di Dhaka, sede del potere legislativo progettato da Louis Kahn negli anni 70’ e concluso nel 1982-83, dopo la sua scomparsa e lo Srihatta Art Centre di Sylhet (Bangladesh), creato dalla Samdani Art Foundation. La “fabula”, dispositivo narrativo allegorico per raccontare le trasformazioni socio-politiche, cadenzato dalle sei stagioni bengalesi è incentrata su un pavone bianco, incapace di volare, innamorato della propria lacrima.
Attraverso molteplici livelli di interpretazione, l’opera affronta temi esistenziali, ecologici e politici, come la rivolta popolare studentesca pro-democrazia contro la corruzione e l’autoritarismo della “Rivoluzione di luglio 2024” in cui più di mille persone hanno perso la vita- dando forma a un realismo magico che apre a spazi immaginativi non convenzionali.
Nella narrazione, scandita dal Khonar Bachan, antichi proverbi della tradizione orale bengalese, l’architettura brutalista di Louis Kahn assume una presenza fisica e metaforica. Gli elementi visivi sono stati realizzati in collaborazione con giovani artisti locali, mentre la colonna sonora, rielaborata dal Maestro Francesco Aliberti e interpretata dal controtenore Pasquale Auricchio, unisce barocco e tradizioni musicali bengalesi in una partitura ibrida.
La tradizione del realismo magico a cui sembra attingere Zeneli, non introduce gli accadimenti straordinari come rottura ma come continuità, il prodigio è parte della vita quotidiana. Il pavone che si innamora della propria lacrima appartiene a un ordine del reale in cui le leggi fisiche e quelle poetiche convivono. Di fronte alla fragilità delle istituzioni, alla precarietà delle forme di governo, ai nostri fallimenti, Zeneli spera di condurci laddove la forza immaginativa sopravvive a ogni rovina.
Anche quest’anno la ex chiesa di San Barbaziano, attraverso l’opera di Driant Zeneli, offre uno spazio di interpretazione sulle istanze del contemporaneo, trasformando le dinamiche sociali in narrazioni visive riflessive.
Driant Zeneli (1983, Scutari, Albania), è un artista visivo che vive e lavora tra Torino e Tirana.