IV Memorial Serafino D’Onofrio
Sabato 4 ottobre 2025 ore 16.00
Impianto Baratti, Bologna
Fasi regionali Campionati italiani
Under 15 maschili e femminili 2025
INGRESSO GRATUITO

Questo IV Memorial dedicato a Serafino D’Onofrio vuole ricordare ai giovani l’importanza dell’impegno ventennale avuto dal Presidente A.I.C.S. nell’ambito del pugilato bolognese.
Insieme a Sergio Rosa, nel 1999 fece risorgere il Santo Stefano del pugilato a Bologna, che non veniva organizzato da 16 anni.
Nel 2000, contribuì al riconoscimento del pugilato femminile da parte delle istituzioni. In una conferenza stampa dedicata a questo evento Katia Belillo, allora Ministra delle Pari Opportunità, venne sensibilizzata sul fatto che le donne non potevano praticare pugilato agonistico in Italia. Belillo interessò il Ministro della Sanità Umberto Veronesi, che, studiata la situazione, l’anno seguente, firmò un decreto che permise alle donne di salire sul ring.
Nel 2015 Serafino, unitamente a Moreno Barbi, ideò il San Petronio del pugilato, divenuto dopo la sua prematura scomparsa “Memorial Serafino D’Onofrio”.
Oggi questo IV Memorial ospita le Fasi Regionali del Campionato Italiano Under 15 maschile e femminile e fa parte di un progetto pilota, proposto dalla ASD Regis alla Regione Emilia-Romagna, dove il pugilato viene insegnato in una scuola media inferiore per sensibilizzare i ragazzi alla sua pratica per il contrasto del bullismo e del cyberbullismo e in un’Associazione di pazienti Alzheimer come lavoro fisico di sostegno alle terapie convenzionali.
Abbiamo chiesto il parere di un intellettuale, il prof. Maurizio Magli, sul significato sociologico del pugilato. La sua opinione è la seguente: “è necessario trasformare il pugilato da sport di nicchia a sport diffuso. Perché e come? Il perché trova la risposta nella sintesi sul Novecento e sul primo quarto del XXI secolo.
Ci limitiamo solamente ad alcuni elementi fondamentali: Darwin: L’Origine della specie (1859); Groddeck: Il Libro dell’ES (1923); Hubble: Universo in espansione- Big Bang (1929). Darwin dimostra che l’uomo discende dalla scimmia; Groddeck afferma che l’Es, acquisito nella trilogia freudiana Super ego -Ego -Es, è il residuo animale che è in ognuno di noi; Hubble scopre che l’universo è in espansione; si afferma la Teoria del Big Bang.
Il tempo trascorso dall’inizio dell’espansione dell’universo è calcolato in 13 miliardi e 700 milioni di anni. La Galassia più lontana osservata in seguito dal telescopio Hubble è a 13 miliardi di anni luce! I tre punti, fra gli altri possibili, sono stati introiettati dall’inconscio collettivo. La condizione umana si è
incrinata: “l’uomo da riflesso di Dio si rese conto di essere un povero, maledetto animale, preda del cieco caso” (blind accident). Il Novecento è considerato l’età dell’ansia. Così il percorso moderno, nonostante gli stupefacenti i progressi scientifici, conduce all’impotente perplessità dell’uomo. Nel 1940 Virginia Woolf scrive The Leaning Tower, un saggio con la metafora della torre della nascita borghese che non è più dritta: appena ci si accorge che la torre pende, si diventa acutamente consci di trovarsi su una torre. Per estensione questa torre oggi è l’Europa occidentale. La crisi di identità ontologica è passata dai genitori ai figli: e siamo all’oggi!
Al di là della geopolitica, come affrontare il problema educativo? Occorre valutare a questo punto l’importanza del pugilato per la formazione dei giovani. Questi giovani non appartengono più
alle classi sociali meno abbienti che si avvicinavano alla boxe per sfuggire alla miseria. Oggi i giovani devono sfuggire alla miseria esistenziale e la “noble art” si può riconfermare tale.
Il come trova risposta in alcune essenziali motivazioni tecniche. La boxe è uno sport veloce dove il contrasto può risolversi con rapida efficacia.
Alla fine degli anni 60 conobbi Al Silvani che allenava Benvenuti e gli chiesi se negli Stati Uniti nella boxe era previsto l’uso dei pesi per l’allenamento. Mi rispose di no e che gli esercizi erano quelli a corpo libero. L’esito di tali esercizi era quello di un corpo agile, forte e veloce ovvero potente. Infine, il pugilato è uno sport di difesa, perché chi lo pratica ai vari livelli possiede nella vita quotidiana quella sicurezza che gli permette di affrontare eventuali rischi.
L’esercizio della boxe è un deterrente in quanto comunica al prepotente di turno il rischio che corre. Basta mettersi in guardia e l’altro capisce. Così chi pratica la boxe supera la paura dello scontro fisico. Per una guardia normale il gancio sinistro è un’arma formidabile, vedi Nino Benvenuti e il suo stile di
boxe: diretto sinistro replicato a stantuffo- gancio sinistro- diretto destro, e con il passo indietro, il montante destro. (vedi il k.o. inflitto a Mazzinghi nel primo incontro dei super welter il 18 giugno 1965).
In conclusione, la boxe permette a tutti di formarsi fisicamente in modo esemplare. Permette inoltre di assumere maggiore sicurezza e non a caso si sta diffondendo anche nel mondo femminile.
Il pugilato potrebbe essere proposto come formazione fisica basilare anche nelle scuole“.