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Nuovi indirizzi gestione rifiuti PDF Stampa E-mail
lunedý 10 dicembre 2012
rifiuti_60.jpgIl Ministro Clini vorrebbe risolvere il problema dei rifiuti del Sud trasportandoli, invece che in Olanda come avviene..

 

 

I NUOVI INDIRIZZI DELLA REGIONE ER PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI

Il Ministro Clini vorrebbe risolvere il problema dei rifiuti del Sud trasportandoli, invece che in Olanda come avviene ora, in Emilia Romagna che finalmente sembra orientata alla piena applicazione delle norme comunitarie e nazionali non costruendo nuovi inceneritori e discariche e dismettendo gradualmente quelli esistenti. E’ la posizione dichiarata pubblicamente dall’Assessore regionale dell’ambiente Freda, dopo la deliberazione della Giunta n. 1147/2012 che detta gli indirizzi per il nuovo Piano Regionale Rifiuti. La proposta di Clini ovviamente non dispiace ai gestori degli inceneritori, soprattutto nella prospettiva che l’alimentazione di tali impianti sia ridotta dalla destinazione  dei rifiuti ad altre tipologie di gestione. Il cambio di rotta regionale dovrebbe permettere il superamento dell’attuale situazione, caratterizzata dall’aumento dei rifiuti urbani (+13%) dal 2001 al 2010, una quantità nel 2010 di 698 Kg/abitante, un incremento dell’incenerimento nello stesso periodo (+ 9%). Attualmente sono smaltiti in Regione oltre 1.500.000 tonnellate di rifiuti urbani indifferenziati utilizzando 10 impianti di trattamento meccanico-biologico, 7 inceneritori (un ottavo, quello di Parma, non dovrebbe essere messo in funzione secondo la nuova Giunta comunale) e 15 discariche. Nel 2010, quando era ancora in esercizio l’inceneritore di Reggio Emilia dismesso nel 2011, il 50% dei rifiuti urbani indifferenziati  é stato incenerito e il restante 50% conferito in discarica. Una strategia di gestione che dovrebbe cambiare radicalmente secondo le norme comunitarie del 2008 e recepite dall’Italia nel 2010. L’UE ha fissato una “graduatoria di priorità” nel trattamento dei rifiuti: la prevenzione (intesa quale riduzione della loro quantità e nocività), il riuso, il riciclaggio, lo smaltimento finale tramite incenerimento e discarica limitatamente alla quota residuale. La strategia della prevenzione, generalmente trascurata non solo per i rifiuti, è il punto basilare di partenza e il Ministro dell’Ambiente, secondo le disposizioni comunitarie, è tenuto ad adottare con la partecipazione dei cittadini uno specifico Piano Prevenzione Rifiuti, da recepire nei piani regionali. L’incenerimento, sia per la produzione di energia sia quale smaltimento finale, occupa con le discariche gli ultimi posti nella graduatoria, tanto è vero che le norme esplicitano che le misure dirette al recupero mediante il riuso e il riciclo per il recupero di materia debbono essere adottate con priorità rispetto all’incenerimento per recupero di energia, il cui bilancio energetico è negativo e il suo impatto ambientale e sanitario ampiamente dimostrato. Condizione imprescindibile per la nuova strategia di gestione è un’efficace raccolta differenziata, che nel 2012 avrebbe dovuto interessare il 65% dei rifiuti urbani. Questo obiettivo non è ancora stato conseguito nella nostra Regione, ove la raccolta differenziata non è andata mediamente oltre il 50%, con la percentuale più elevata nella Provincia di Reggio Emilia (58%) e la minima in quella di Bologna (40%). Fra i Comuni, sono andati oltre il 50% di differenziata Piacenza, Reggio Emilia, Modena, Ravenna, Forlì e Rimini; il Comune di Bologna, che raccoglie la differenziata tramite i cassonetti stradali quando è noto che la modalità più efficace è quella “porta a porta”, ha raggiunto nel 2011 solo il 35%. Se si vorranno attuare i prossimi indirizzi regionali, dovrà essere superato l’ostacolo della bassa percentuale di differenziata; si dovrà inoltre evitare di costruire nuovi impianti energetici o riconvertire gli attuali inceneritori per incenerimento di “biomasse solide” (rifiuti biodegradabili urbani, industriali e agricoli), il cui impatto ambientale e sanitario è lo stesso degli attuali “termovalorizzatori”.  Il Ministro Clini, invece, ha incentivato economicamente l’incenerimento dei rifiuti, delle biomasse solide, dei così detti “combustibili solidi secondari” che non sono altro che rifiuti trattati in modo da perdere la formale definizione di rifiuti e aggirare la specifica normativa regolamentare. Il Ministro vorrebbe trasferire al Nord i rifiuti del Sud abrogando il divieto normativo allo smaltimento fuori dalla provincia di produzione, invece di incentivare l’avvio anche nelle Regioni meridionali della corretta filiera di gestione dei rifiuti prescritta dalle direttive comunitarie.

Antonio Faggioli – Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

 

 

 

 

 

 

 

 
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