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IL MARZIANO
Il Resto del Carlino 10 marzo 2010
Il gatto, la volpe e la maschia gioventù
Nella foto “il gatto e la volpe” sono ai lati della candidata presidente Anna Maria Bernini. Lei, faccia sveglia. Loro, la faccia di sempre. Mi riferisco ai coordinatori regionali PDL, Berselli e Bettamio. In città, sono considerati abbastanza pasticcioni. Ma riprendono quota, dopo la figuraccia dei coordinatori PDL di Lazio e Lombardia. Un decreto ha interpretato che, per la regolarità delle firme, sia sufficiente entrare per tempo in un edificio. Da vecchio libertario, credo che questa “interpretazione” offra opportunità anche ai poveri cristi. D’ora in poi, i migranti clandestini fermati su un barcone sovraccarico potranno dire di avere perso i documenti, poco prima, facendo un bagnetto. All’esame di maturità, gli studenti potranno stare in gabinetto a copiare, anziché in aula. I lavoratori ammalati, negli orari di visita fiscale, potranno far visita ai vicini di casa. Per pagare tasse e bollette con un po’ di comodo, basterà farsi notare nell’ufficio postale, cantando a squarciagola. Dopo, si andrà via senza pagare. Tanto c’è il Decreto “elasticizzato”! Per le regionali, nel PDL, i favoriti sono Alberto Vecchi e Galeazzo Bignami. Vecchi, consigliere uscente onnipresente, è il Cevenini di destra. Ha una volontà ferrea e dimostra che la politica non è solo una grande abbuffata. E’ dimagrito di 102 chili e ne pesa ancora 100. Ma i concorrenti lo liquidano con una battuta cinematografica: “Questo non è un paese per Vecchi”. Bignami fa una propaganda subacquea. E’ brillante, giovane, magro. Ma i concorrenti lo liquidano con una battuta scolastica: “Non si può fare politica accontentandosi di un Bignami”. Poi, c’è Salomoni che cerca voti in montagna. Ma è solo, come uno scoiattolo, dopo i salti da una corrente all’altra di Forza Italia. Ecco la coppia di ferro Garagnani-Tomassini (una maschia gioventù, con romana volontà…). Garagnani (coordinatore cittadino PDL) e Tomassini (ex capogruppo, aspirante parlamentare) hanno proposto il solito “governo ombra”, durante la gestione commissariale del Municipio. I governi-ombra, inventati dai laburisti inglesi, hanno sempre portato sfiga agli ex comunisti nostrani. Infatti, i ministri-ombra erano più svogliati dei ministri veri. Ma anche su questo il PDL bolognese si è diviso. Paolo Foschini, barba sorridente e sguardo perfido, ha liquidato le ombre, ricordando di essere stato un assessore solare. Insomma, la trovata non è piaciuta. Ricordo che, per le assenze nei banchi del centro-destra, non si riusciva mai a mettere in minoranza Cofferati. Altro che consiglieri-ombra. Al momento del voto, non c’era mai l’ombra di un consigliere!
Serafino D’Onofrio
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